Quali sono le differenze fra ancoranti chimici epossidici e poliestere?
Gli ancoranti chimici epossidici e poliestere sono sistemi bicomponenti per fissare perni o barre d’armatura nel calcestruzzo e nella pietra. La differenza principale riguarda la chimica della resina. I prodotti a base di epossiacrilato possono essere scelti per progetti con carichi elevati e condizioni impegnative; quelli poliestere offrono una soluzione pratica per montaggi generali. La scelta corretta deve basarsi sul supporto portante, sul tipo di carico, sulla temperatura, sull’umidità, sulle dimensioni del foro e sulle approvazioni tecniche del produttore.

Che cos’è un ancorante chimico epossidico?
È un sistema di fissaggio bicomponente in cui resina e indurente si uniscono nel beccuccio miscelatore statico. Le formulazioni epossiacrilate non devono essere confuse con l’epossidico puro. Le famiglie di resina sono diverse e le caratteristiche cambiano con il marchio e la formulazione. Per il prodotto Selsil da 300 ml a base di epossiacrilato, una barra da 8 mm è associata a un foro da 10 mm, una profondità di 80 mm e un carico minimo a trazione di 7 kN. Per barre da 10 e 12 mm i carichi sono rispettivamente 11 e 16 kN. Se prevedi un montaggio pesante, puoi consultare i dati tecnici di Ancorante chimico epossiacrilato 300 ml Selsil e confrontare le tabelle dei fori e dell’indurimento prima di procedere.
Che cos’è un ancorante chimico poliestere?
Anche questo è un sistema a iniezione composto da resina e indurente. Si può usare per riprese di armatura, perni e diversi montaggi nel calcestruzzo e nei muri in pietra. Nel settore, le resine poliestere sono spesso associate a fissaggi standard che richiedono rapidità e una soluzione economica. Per il prodotto Selsil poliestere da 300 ml, i carichi minimi a trazione per barre da 8, 10 e 12 mm sono rispettivamente 7, 11 e 16 kN. I valori dichiarati sono gli stessi della versione epossiacrilata. Puoi consultare le informazioni di applicazione di Ancorante Chimico a Base Poliestere 300 ml Selsil per vedere le dimensioni dei fori e i tempi in funzione della temperatura.
Quali sono le differenze principali?
Le differenze si valutano attraverso la struttura della resina, il campo d’impiego e le esigenze del progetto. Nell’approccio generale del settore, i sistemi poliestere si usano spesso per fissaggi leggeri e medi. La famiglia degli epossiacrilati è una scelta diffusa per ancoraggi che richiedono prestazioni superiori. Gli epossidici puri appartengono invece a una categoria distinta e si possono utilizzare in applicazioni strutturali pesanti. Nella scelta tecnica occorre andare oltre il nome del prodotto. L’approvazione per calcestruzzo fessurato, la classe sismica, l’impiego in fori umidi, la resistenza chimica e documenti di progetto come l’ETA devono essere verificati sul singolo prodotto. La famiglia di resina non garantisce da sola tutte le condizioni operative. Controllare i limiti di idoneità della scheda tecnica prima del montaggio può evitare la scelta della resina sbagliata in cantiere.
I tempi di indurimento sono diversi?
Non sempre. Nei due prodotti Selsil da 300 ml confrontati, a 5 °C sono indicati 25 minuti di lavorabilità e 2–3 ore di indurimento. A 20 °C i valori sono 6 minuti e 1 ora. A 30 °C l’indurimento scende a 30 minuti, a 35 °C a 25 minuti. Prima di caricare l’ancoraggio bisogna attendere il tempo indicato. La reazione può rallentare quando la temperatura diminuisce. Anche la differenza fra mattina e pomeriggio in cantiere può modificare l’intervallo di lavorazione. L’applicatore deve seguire la tabella aggiornata riportata sulla cartuccia.
Quale ancorante regge un carico maggiore?
Il nome della resina non basta per dare una risposta certa. La portata dipende dalla classe del calcestruzzo, dal diametro della barra, dalla profondità di inserimento, dalla distanza dal bordo, dalla pulizia del foro e dai valori di prova. Per questi due prodotti Selsil, i carichi minimi a trazione dichiarati sono uguali. Ad esempio, per una barra da 12 mm sono indicati un foro da 14 mm, una profondità di 120 mm e un carico minimo a trazione di 16 kN. Questo numero non va considerato direttamente come carico di lavoro sicuro. Nei fissaggi che riguardano una struttura portante o la sicurezza delle persone, il carico di progetto si determina con un calcolo ingegneristico.
Scegliere epossidico o poliestere?
Durante la scelta, le differenze fra ancoranti devono essere collegate allo scenario d’uso. Una soluzione poliestere può essere adatta a montaggi generali, muri in pietra o riprese di armatura standard. Per progetti con esigenze di prestazioni superiori si può preferire un sistema epossiacrilato. La decisione finale dipende dalla documentazione tecnica e dall’ambito delle approvazioni. In un caso concreto, come fissare un profilo metallico pesante al calcestruzzo, il tipo di cartuccia non basta. Bisogna considerare diametro della barra, profondità del foro, interasse dei fissaggi e forze di trazione e taglio. La scelta fra epossidico e poliestere si compie quando i dati tecnici corrispondono alle esigenze del progetto.
